Il viaggio

e lo scatto

IL VIAGGIO E LO SCATTO

“Sapete, non è facile scrivere per come abbiamo inteso BACKFOCUS.
Scrivere di passione e senza una pubblicazione periodica non ti porta di certo ad avere visibilità, soprattutto nel lungo periodo.

Ma un progetto del genere, se assoggettato a determinate meccaniche, rischia di perdere senso, passione, identità.
Probabilmente con dei criteri standard di pubblicazione, questo articolo non sarebbe mai venuto fuori, perché nato dal contagio.
Dalla lettura dell’articolo di Chiara ancora prima di essere pubblicato. Credevo di essere lì, a Copenaghen, dopo aver noleggiato una bici, con la mia borsa piena zeppa della mia attrezzatura.
Proprio in quell’istante ho pensato che, nonostante avessi altre idee, era questo quello di cui volevo scrivere: ciò che serve in viaggio, l’essenziale per scattare. Lo scatto vincente, quello che ci porta a casa la foto che desideriamo.
Mettetevi comodi, come se steste vedendo un film che vi piace.

Luci spente in sala. Sipario.

La pioggia permette...
...diversi tipi di post produzione

Se mi lasci A casa

Ti cancello dalla fotocamera

“Dobbiamo capire. Lo so, è seccante. Vorreste un elenco di cose da portare, un semplice resoconto che vi torni comodo prima di partire, non ho voglia. Non voglio che diventi un elenco della spesa, bisogna capire nella vita. Se ti mancano risposte rimani incompleto. Anche quando vai a fare la spesa.

E quindi nulla, iniziamo a comprendere cosa dobbiamo portare.
Vi avverto prima, qui inizia l’odiato momento del “dipende da voi”.
Non so se avete presente, quel momento che trovate in ogni recensione, quell’istante in cui, dopo un elenco di specifiche, vi arriva il commento del recensore, classico: “dipende da voi”. Non è vero, o almeno non del tutto. Una soluzione migliore esiste sempre.
Aprite la borsa ed iniziate a inserire…roba!


Corpo macchina (lo scrivo, non si sa mai) e obbiettivo. Oppure obbiettivi. Si ma quale?
Due opzioni: zoom o obbiettivi fissi. Quale scegliere tra le due?
Vi dico subito la mia soluzione preferita: mettete in borsa due obbiettivi fissi, un grandangolare (non troppo spinto, non andate sotto i 24mm) e un 50mm (o qualcosa di paragonabile, anche 60mm va benissimo).
Ci sarà un articolo che riguarderà le focali, ma per ora basti sapere questo. Più la focale è “piccola” (in questo caso 24mm), più aumenta l’angolo di visione e quindi si allarga il campo visivo.
Una focale più “grande”, sarà come avere uno zoom, chiudendo il campo visivo e permettendo di concentrarsi sul soggetto (qualcuno ha detto ritratto?).
Fatta questa precisazione, torniamo a noi.
Vero, con lo zoom avreste più versatilità e meno lavoro da fare, togliendo e rimettendo gli obbiettivi.
Però sapete una cosa? Per quanto mi riguarda, i punti a favore sono finiti qui. E quelli a sfavore sono opinabili.


Andiamo con ordine.
Per prima cosa analizzate il viaggio che si prospetta. Cittadino? Più naturale?
Questo aiuta tantissimo la scelta da fare.
Un viaggio dove sareste immersi nell’urban sarebbe gestibile con gli obbiettivi elencati, perché, tra le vie della città, il 50mm è perfetto. Vi permette di creare.
La focale fissa crea fotografia. Dovrete muovervi voi, nessuno zoom, nessuna comodità, prendere le misure, spostarvi e mettervi bene per la miglior composizione possibile e una volta che si ha “l’occhio del fotografo” diventa appagante, perché lo scatto diventa ancora più vostro.
E uno scatto davvero vostro non sarà mai piatto, almeno per voi. Non sarà cancellato.
Esagerato? Forse. Forse per chi ha poca passione in quello che fa.
E so anche cosa vi state domandando: ma se con il 50mm (o superiore) riesco a gestire tutto, perché il 24mm?
Perché, nonostante la città, arriverà il momento in cui lo scatto merita spazio, uno spazio che con il 50mm non è possibile avere. Una piazza enorme, un ponte da fotografare, un parco da immortalare.
E lì, con il vostro treppiede da viaggio, riuscirete, insieme al 24mm, a catturare ogni cosa. A rendere gli angoli infiniti, le vie sconfinate.


Inoltre, cosa da non sottovalutare, lo zoom, per questioni costruttive, ha sempre quasi sempre meno nitidezza di un obbiettivo a focale fissa.
La borsa è pronta, il check-in è fatto. Pronti a partire?
No, non avete sbagliato sezione.

Il tempo delle mele Marce

Credetemi, è un attimo. Gli istanti che raccontiamo sono positivi, ma anche negativi a volte.

Una frase a cui sono molto legato: “Se c’è la chimica ti manca soltanto una cosa. Il tempismo. Ma il tempismo è una brutta bestia!”
How I met your mother, serie che regala diverse emozioni, così come la fotografia.


Il problema è fare in modo che gli istanti, le fotografie catturate, siano per lo più positive.
Ma per farlo dobbiamo essere in grado di capire come scattare.
La fotografia di viaggio, al netto di situazioni straordinarie, necessita di tempi di scatto molto rapidi, per evitare un micromosso che potrebbe far diventare la vostra mela, buona all’apparenza, marcia dentro.
Quindi tempi veloci. Ma quanto veloci?


Il consiglio è quello di controllare la focale, nel caso scattiate con un 50mm cercate dei tempi di scatto di 1/50 o più veloci. Il mio consiglio è sempre raddoppiare questo parametro.
A volte lo scatto da viaggio non permette una posa perfetta da parte del fotografo, quindi abbondare non è mai un difetto, soprattutto nel caso in cui doveste scattare di giorno.
Ma di notte?

Dal tramonto all'alba con la luce

Sì perché nel caso in cui vi piaccia la fotografia notturna senza luce non si può far nulla.

Scontato? Sì ma a volte sfugge un concetto. Oltre alla luce in direzione del soggetto, si necessita, per diminuire il rumore presente all’interno della foto, anche della luce vicino alla posizione di scatto.

Per questo il posto migliore dove scattare di notte o comunque al tramontare del sole è la città.

L’illuminazione cittadina aiuta parecchio e può regalare scenari unici, soprattutto nel periodo invernale.

Da un riflesso dopo la pioggia sono nate le fotografie migliori. Provare per credere.

In questo caso, per la prima volta all’interno di BACKFOCUS, si dovranno applicare dei concetti presenti negli articoli precedenti, in particolare in “La notte porta consiglio”.

Evitando ripetizioni inutili, bisogna creare il giusto compromesso tra qualità e luce da catturare.

Alzate i tempi di scatto fino al limite della vostra fotocamera per evitare il micromosso (in questo caso uno stabilizzatore del sensore, dell’obbiettivo o entrambi aiutano), alzate gli ISO fino al limite possibile, evitando di esagerare (anche qui, conoscere la propria fotocamera fa la differenza) e infine aprite il diaframma a seconda della tipologia di fotografia che volete fare.

Perché lascio per ultimo il diaframma? Perché incide sulla profondità di campo. Prima di ogni cosa conta quello volete catturare e in che modo.

“Dal tramonto all’alba. Quel che conta sta nel mezzo. E davanti ai vostri occhi.”

On the road to shooting

E davanti ai vostri occhi c’è quello che vi serve. La scena che desiderate. Sta lì.
Guardate, pensate, prendete la macchina, spostatevi per comporre, scattate. Ripetete.
Non scattate senza motivo altrimenti tutto vi sembrerà importante. Scattate ciò che importa, ciò che immaginate dopo.


La fotografia va immaginata dopo averla post prodotta correttamente e nello stesso tempo va pensata al momento.
Sfruttate le strade. Le strade vi permettono di carpire i momenti migliori.
Un’auto che passa, un taxi fermo, un bus che aspetta i passeggeri, gente ferma al semaforo. Le luci urbane, i riflessi delle vetrine.

 
Tutto ciò che serve è davanti ai vostri occhi, sfruttate i momenti per capire cosa trasmette qualcosa e cosa no.
Vi state portando un peso, un’attrezzatura apposita. Datele valore.
Fotografate l’essenziale. Fotografate l’essenza del viaggio.

“Vi state portando un peso, un’attrezzatura apposita. Datele valore.
Fotografate l’essenziale. Fotografate l’essenza del viaggio.”

A beautiful mind of composition

Composizione. Argomento difficile durante gli shooting, figuriamoci quando facciamo i turisti.
In questa sezione vorrei dare consigli pratici. I concetti ormai sono nostri, li abbiamo.
Catturare l’essenza. Ma come?


Per farlo vi consiglio di eliminare. Eliminate tutto ciò che non serve.
Concentratevi su un soggetto.
Una persona, un edificio, un ponte, una statua. Ed eliminate tutto il resto.
Il resto è contorno rispetto all’obiettivo e l’obbiettivo è il vostro unico amico in quel momento.
La composizione semplice esalta il soggetto. Sempre.
Il diaframma. Più lo aprite e più separate il soggetto dallo sfondo. Ma a che scopo?
Uno sfondo sfocato è bello da vedere, ma rende “anonimo” il luogo.
Datevi un obiettivo. Siete in viaggio, una foto che potreste fare ovunque ha senso? Meglio che lo sfondo sia riconoscibile.


Sfruttate gli spazi negativi. Date una direzione al soggetto. Trasmettete dinamicità al soggetto. Difficilmente scatterete in luoghi statici.
State notando qualcosa di strano? Troppo breve e conciso?
Può darsi. Il viaggio non cambia il modo di comporre, almeno non totalmente. Fate vostri i concetti e poi applicateli a seconda del contesto. 

“Voi siete in viaggio, siete persone diverse ma la vostra mente compositiva non cambia.
A beautiful mind of composition.”

CREDITS

Siamo ai titoli di coda. Alla scena dopo i crediti. Vi ho detto tutto quello che dovevo dirvi. Quasi tutto.
Manca il colpo di scena, quello mentre ci alziamo per andarcene dalla sala.
Vi ho detto una mezza verità. L’articolo nasce sì dopo la lettura dell’articolo di Chiara, ma in concomitanza ad un mio di viaggio.
Non serve parlarvene, non saprei descrivere i viaggi con la stessa bravura di Chiara e neanche vorrei, amo parlare di altro.

Dopo questo viaggio ho scritto tanto, parecchio. Alcune cose non le vedrete mai su BACKFOCUS, altre sì.
Ho scattato tanto, ho dato vita ad alcune delle mie foto migliori perché la passione aiuta e scrivere di passioni salva. Ogni cosa.

Una passione i titoli di coda non dovrebbe vederli mai, perché il colpo di scena non deve esistere.
Deve essere un crescendo di banalità, prevedibili banalità. Un film classico, senza cambiamenti di trama.
Non scocciatevi mai di guardare, pensare, prendere la macchina, spostarsi per comporre, scattare. E ripetere.

Potreste pentirvi di non ritrovarvi quella fotografia che avete immaginato nella vostra testa e che nella collezione non c’è più.
Spero che la vostra passione sia banale come la mia. Probabilmente l’unica che non tradirà mai.

“Spero che la vostra passione sia banale come la mia. Probabilmente l’unica che non tradirà mai.”

BACKFOCUS SUL CAMPO

A CURA DI

SALVATORE CARBONE

Sport e fotografia. Due categorie che condividono l’importanza  dell’attimo da catturare.