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Food Addiction 04:
Se vuoi andare avanti...
Devi tornare indietro

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Food Addiction 04:
Se vuoi andare avanti...
Devi tornare indietro

Fammi indovinaredimagrire è il tuo chiodo fisso

Trascorri molto tempo durante la giornata pensando a quanto sei grasso/a, a come sarebbe bello essere magro/a e sperimentando nuove strategie per dimagrire.

Se ho indovinato, continua a leggere l’articolo; se non ti senti chiamato/a in causa, allora lascia questa pagina e vai a leggere il bellissimo articolo che Chiara ha scritto sui quattro Paradisi Naturali.

La questione è semplice: se vuoi dimagrire, non devi pensare a dimagrire! So che può sembrare contraddittorio, ma di che ti meravigli? L’essere umano è, per natura, contraddittorio (grazie Osho per il suggerimento).

Se pensi al problema (sono grasso/a), non stai pensando alla soluzione; e se pensi alla soluzione (dovrei mangiare di meno per dimagrire)… non stai pensando alla reale soluzione!

Stai cercando di andare avanti, di dimagrire provando tutte le diete e le strategie possibili, di sforzarti più che puoi per perdere quei chili di troppo… Eppure tutto questo muoversi non è altro che un giro in tondo sullo stesso punto, come un topo che corre sulla ruota; e infatti più ci provi e meno ci riesci.

<< Ti stai muovendo ma non ti stai spostando, perché non hai capito che se vuoi andare avanti… Devi tornare indietro! >>

Ok forse ho esagerato con questa abbuffata di controsensi, ma se ciò non ti ha ancora fatto uscire il sangue dal naso allora seguimi, e ti porterò fuori dal labirinto.

Dicevo che se vuoi andare avanti, devi tornare indietro. Perciò adesso chiudi gli occhi e comincia a pensare liberamente al tuo passato, riavvolgi il nastro e torna indietro fino alla tua infanzia, quando ancora non avevi accumulato tutti quei malcontenti che oggi anestetizzi mangiando; quando mangiare era un gioco, e non un’attività meccanica. Com’era allora il tuo rapporto col cibo?

Prova a prenderti qualche momentoper pensarci

Ti ricordi il periodo in cui i tuoi genitori ti invitavano (o forse dovrei dire “obbligavano”) a finire tutto quello che c’era nel piatto altrimenti non potevi andare a giocare?

Ecco, in quel periodo mangiavi lentamente perché volevi gustare il cibo, anziché divorarlo distrattamente mentre guardi la tv, come fai ora; e poco importava se rimaneva qualcosa nel piatto, per te non aveva senso riempirsi fino a esplodere.

Quando eravamo piccoli, mangiare era un gioco, un piacere, un bisogno, insomma un’attività il cui fine ultimo era l’attività stessa.

Adesso è diverso, mangiare non è più un fine, ma un mezzo per un fine: colmare un vuoto, “aggiustare” l’umore, dare senso alla giornata, rilassarsi, ecc…

Se dai al cibo tutte queste responsabilità, è ovvio che ne mangerai in quantità eccessive, perché serve a svolgere troppe funzioni!

<< Torna indietro, torna a trattare il cibo come facevi da piccolo: gustalo, mangia lentamente, goditi ogni forchettata, e quando sei quasi sazio fermati. >>

Se poi ti senti vuoto, triste o inutile, allora è arrivato il momento di risolvere davvero questi problemi (a tal proposito, ho sentito dire che farsi seguire da uno psicologo è molto utile).

Dimagrire non è una questione di cosa si mangia, ma di come si mangia: ricordati di rallentare, gustare e fermarti quando lo stomaco è quasi pieno, anche se stai mangiando schifezze; il passaggio ad un’alimentazione più sana verrà da sé, gradualmente e spontaneamente.

Sai benissimo quando mangiare e come mangiare, solo che te lo sei dimenticato; nel tuo “sé” bambino c’è molta più saggezza di quanto credi, non ti resta che ricontattarlo e rinfrescarti la memoria.

In altre parole, se vuoi andare avanti… devi tornare indietro!

<< Simple, not easy. >>

A CURA DI

FEDERICO LAROSA

Dottore in Psicologia Cognitiva Applicata
Distruttore di noia e abitudini